mercoledì, 26 settembre 2007



Carissimi, il Blog "Dentro Swan" si tasferisce. Cliccate sul mio dipinto e continuate a seguirmi. Ogni vostro commento sarà fonte di crescita per me


Buona vita e tutto il bene,
Nadine


Poesie tratte da "Il mondo di Swan"


swani alle ore 19:09
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giovedì, 20 settembre 2007

- L'ora contorta -

E quando sulle schiene d’un incontro
c'è un battere di pioggia fastidioso,
nel tempo raro, fertile di amori /

e quello squarcio sulla bocca a dire
che non dovevo perdermi /
senza precipitare amore crudo,
nel fitto sguardo muto che si sporge
là, dove tutto il corpo torna sangue
al suo rasoio.     (Oh, mio capretto,
mio embrione liquido
sull'altare   :   questa forma è d'amore?
Sii tu a mangiarmi!
nell’antro pauroso del tuo grido).

Io, sono l’ora contorta,
sono quella gente che all'apparenza
non s'innamora /
per la paura poi di raccontarti
come mi sento.

(Allodola allodola sbatti l'ala /
corpicino ascensionale alla pace   :
vorrai divorare il tuo insetto!)

Sento il vento che fruga sotto pelle,
non svuota il buio l'anima in tempesta /
le vene, tutto il corpo,
questo grembo deserto
tremano gracili.     E si cede
a terra, alla fine della terra   :  
recisi, menomati / esili gelsi,
qui si scava più d'una fossa.

Il tempo resta, cercando
d'abbracciare l’ora semplice,
lasciando zolla smossa.     Respirabile,
senza nessuno schiocco di mitrale   :
che io non sia più Lazarus!

Nemmeno vegetale,
intrisa dagli eventi.     Solo donna!

Swan

foglidiparole alle ore 00:01
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venerdì, 14 settembre 2007

- Felicità rincorsa -

Tanta felicità dà le spalle a chi l'osserva.   Cala
nell'ombra, come a nascondersi   :   finge a chiederci
se esiste / se è solo questo brivido.     Se segue
un dono come la manna / o altro dolore,
in una notte che oscura la retina.

Swan

foglidiparole alle ore 18:56
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giovedì, 13 settembre 2007

- Le donne sole -

Le donne sole /
non sono donne malate   :   sono donne
dentro i secoli, a cui il tempo ha svuotato la grazia.

Sensibili / mancano dei loro corpi, dimenticati
in qualche letto sfatto, quando s'infilano
nel vuoto di qualcuno (non manca mai un uomo).

Ma questo non significa essere morti   :   la bella vita
aspra, è il laccio su una carne esangue / e forse
a tratti allegra, prima di darsi una risposta,
quando al ritorno conta
                    il passo verso casa.

Swan

foglidiparole alle ore 17:20
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- Effimero -

Donna inferma di letto,
quando viene l'amore
devi mettere spezie nel tuo sangue,
sdraiarti dove canta il lupo
e spargere i capelli d'acqua
su una fresca presa di rosa.

E l'umile uomo di cenere,
ancora poco e invecchia
come un giovane cedro di brace,
quando la fiamma lo ha redento.

Così presto
cesserà la fame?

Swan

foglidiparole alle ore 14:08
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- Effimero -

Donna inferma di letto,
quando viene l'amore
devi mettere spezie nel tuo sangue,
sdraiarti dove canta il lupo
e spargere i capelli d'acqua
su una fresca presa di rosa.

E l'umile uomo di cenere,
ancora poco e invecchia
come un giovane cedro di brace,
quando la fiamma lo ha redento.

Così presto
cesserà la fame?

Swan

foglidiparole alle ore 14:06
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lunedì, 10 settembre 2007

- Questa è la fredda e avvelenata saga -

Eppure passa un sorriso, un lamento,
uno sguardo profondo /
ma al di sotto d'ogni santità.     Un mondo
dove l'altro può anche ucciderti.     [Oh Caino
Caino, sei sempre stato fratello? o identità].

Dove tu puoi essere il mostro, quando accade /
nell'occhio è intrappolato il segno   :   la follia,
se l'unghia che ti lacera, se il frammento di pelle
      è del tuo demone.

Questa è la fredda e avvelenata saga
dai segni di morte   :   è un vivere in fuga,
di porta chiusa, e il vuoto si contrae 
a tessere il delitto /

è come rivoltare nella piaga il tempo,
lo stesso canto   :   un trauma, come la nascita /
lo stesso volto sfigurato.     E l'urlo
      incarna in sé le viscere.

E' questo il nostro testamento? l'eredità?
O un retaggio di beni spirituali,
da cui dobbiamo sorgere.     [L’incontro
con l’altro segna un sigillo,
un segno di elezione, che nega un dio ctonio].

Come si aggrappano
le domande.     Si aggrappano
      come i morti.

Swan

foglidiparole alle ore 13:46
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giovedì, 23 agosto 2007

- Precaria -


Il fiore è teso, vergine / poi deflorato, e il desiderio
è in una condizione amabile.     Che cosa desidera
la donna. Cosa desidero io   :   il gesto del giglio
incurabile, che s'apre in una luce verginale,
nelle sue parti più sensibili.     O lo spasmo
della fiera, quando resta a spiare
il mio fuoco
sommerso. 

*

L'anima non è vischiosa, non è visibile,
ma non riuscendo a contenere morte, incarnata
mi diceva   :   sei viva!     [io,
fino ad irrompere].     Se l’occhio è nudo,
non penetra nel nulla   :   mi farà uscire
dall'apparenza, dalla superficialità.     Non chiedo
che l'eternità sia questa.     Una voce,
finché è intatta, interroga se stessa     [e tutti
quegli spiriti, che nutrono i miei globuli di luce].

*

Tu, Dio dei miracoli   :   mi svesto per te.   
Rendimi la forza!     Fa d'ogni perdita
un ramo in fiore.     Fallo penetrare
a fondo nella carne /
nemmeno osservando.     Lasciami
la mia intimità   :   che il fuoco del sangue
sia morte felice / il mio talento del dolore,
fin che l'ora vorrà toccare la mia pelle,
in brividi / su brividi.     Ma non con le sembianze
della bestia.    

[Il buio, scarnito e levigato
dalla nebbia dell'infanzia inghiotta
quello che in bocca è rimasto].

*

Donna debole, eppure maestosa / ma coi polmoni
di un annegato.     Cessata la carne, si traghetta
l'esistenza / e il lutto è di tre giorni,
ereditato dall'unica Maria. [Che tu mi benedica.
Sempre]    Ed io   :   figlia
increspata nei vivi, ancora qui a recidere gigli,
come in ogni iniziazione alla purezza / dove le cose
accadono, per non sembrare il proprio lutto,
il senso lacerato, il sangue un grumo,
una voce esasperata / io   :   mia sconosciuta
inarrestabile / virginea superficie / e vortice nel fondo,
abisso   :   non voglio più sentirmi così sporca.


Swan

foglidiparole alle ore 16:01
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venerdì, 10 agosto 2007

- Nel passarle attraverso -

La notte, un rito di passaggio, vita-morte /
la notte   :   speranze di viaggio segreto,
e tutto questo buio, coi corvi sul cuscino /
è una bocca che si scuce   :  scuce e grida,
l’onda getta tutti gl'incubi, come
un tentato suicidio.     [E' l’onda dirompente
di una gemma dormiente senza pace].

La voglia di vivere   :   vittima pura delle voragini,
nel resto d'ogni ora s’aggira affamata /
come tante altre fiere, fiuta il mio sangue.

Ma stare alla terra / come le vene scarlatte
d'una tempesta fa dei suoi traumi /
o tra falangi e tibie, cosa esorcizza   :  
la paura di morire?
di non essere?     [quante volte
sento   :   "io, sono"].

Lesioni / solo lesioni   :   la visione è di una donna,
le mammelle superbe senza latte, e un sudario
senza impronte.
 
La morte   :   l’ossessivo dialogo  con me
dall’esistenza / si crede una fanciulla oscura,
un unico viluppo.

Se solo diramasse un po' di luce,
in quella parte di me che si offre intatta
nel passarle attraverso.     Non è più dell'amore
solo un corpo sudato / ma chiamo
quel Dio buono, che non è terra
di confine, a confidarmi ciò che resta
della mia chioma sparsa.

Morire in pieno sole, stesa sul pelo dell'acqua
con la mia malattia / mutamento, follia
o la potenza di un embrione nuovo nello spirito;
ricominciare   :   è il punto fisso,
ma non come Lazzaro   :  ci tengo a sottolineare
che vivere non è così, non è qui, ma oltre.     Là,
dove la luce è un fuoco talmente vorace
da purificare il sangue dalle tossine
                   di ogni maledizione.

Swan

foglidiparole alle ore 13:43
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sabato, 07 luglio 2007

- Per liberare una donna -

Vieni silenzio / vieni sonno,
vieni cuore della notte.

Nel pensiero c’è uno sguardo buono
che percorre tutto il corpo / lo percepisce

farsi carne di farfalla   :   il palpitare, umido /
il senso brucia pieno, quando sorge lingua,

o s'adagia, d'abito bianco, sul pelo dell'acqua.

Lo specchio sorride /
se possiede i lampi dell'anima   :  
scruta le gambe e sveste, fino allo sguardo,
anche nel suo morire.     Il non avere
più un nome nello spirito.


E qui c'è una lingua mozza, rossa di globuli /
una rete metallica contro il palmo
che preme una lotta sul grembo   :
angelo nero in travaglio.     Questa
è la vittima [di sé]


Rimane l'amore   :   quale docile frusta /

rimane l'esilità di un corpo, un frammento
d'inquieta tenerezza.     E' stata data la ragione
per scagliare le acque / e l'onda
più sinuosa, per liberare una donna
dal suo male.

Swan

foglidiparole alle ore 16:54
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giovedì, 28 giugno 2007

- Natura sia -


Dimmi di quell'alcool che non snatura / natura sia, il verso
"per come sono io" e invada questo ciclo zoppo.     Natura
buona, sia [riassumere sembianze] "figli tutti
d'un solo Riscatto"*     E sia   :   che il formicolio
non prenda nome d'estasi.

Si perde la fame di un rumore / uno schiamazzare
di intenti, e cadi in quel luogo che si dice
comune    :   che rivolge
o avvolge l'attenzione ai lembi, rossi, per il sangue alterato   :
stordisce la voglia di pensare.

Sobri   :   lo si è da alcoolizzati /
illusi dai morsi di una vita
dove nessuno campa
                  secondo i propri stenti.

Inutile dire, [di non facile lettura]   :
che è il problema degli emarginati   :   gli "altri"
"noi"   :   l'ultima strofa / noi tutti siamo acerbi, in quel frutto
senza più albero!

A terra, nello scarto si divora
la radice, rigettata.

Swan

Solo questo verso, ispirato: *"figli tutti d'un solo Riscatto"  (MANZONI Il conte di Carmagnola)
Chiedo perdono a Manzoni! essia!

foglidiparole alle ore 16:46
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martedì, 26 giugno 2007

- Si sta così alle pause -


Del lungo silenzio / o "largo", che sia, con ossa
legate alla casa, di stanza in stanza si misura
la distanza degli affetti   :   [si starà comunque
fianco a fianco, nella fossa].

La presenza va e viene, svanisce, si smarrisce,
s'accavalla.     Non si sa chi pensa / qualcuno
pensa e basta   :   ed è affettuoso
quando è soffio selvatico,
             sussulto.

E tu / mia Radice di Jesse   :  
ecco tua figlia / frutto salvato in quell'assalto
al cielo.     Se lento tu volessi risucchiarmi
il succo, in te stesso.     E' l'amore che ramifica
la potenza del sangue / Dio ama   : 
si è ingannato Dio?

Non qui /
non c'è linfa negli slanci stanchi   :   [Tu,
che non sei pipistrello] la luce non s'impasta
al buio   :   si staglia /

oppure se ne viene fuori [io] attraversando le zone
grigie / anche a scendere dal letto sfatto
senza prendersi cura
dello specchio.

Magra lupa   :   [di molti figli grati] tu, "eri"
quando accendevi i fulmini?

                    o "sei" ora, in questo annullamento.

Si sta così alle pause, arsa
come una strega,
si sta così   :
la cenere alle mani / alle loro vocazioni.

Swan

foglidiparole alle ore 22:36
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venerdì, 15 giugno 2007

- Una voce imperfetta -

A rafforzare l’idea che siamo umani
è la coscienza del disastro   :   che poi l'amore c'è
ma è sperduto
/ come un feto ingannato
dalla sua traslucida membrana.

Domani e ieri / non escludono il presente
a chi riesce a sopravvivere   :

o s'invecchia rapidamente dentro un letto /
come uno spettro rugoso
che recita una didascalia
senza più corde.

La vita può sembrare un'allucinazione /
o un informe bambino
dagli occhi sgranati su un sottile sistema
tutto da scoprire   :

una voce imperfetta, svuotata, senza echi [o: tragici]
e senza significato / in certi termini.     Poi c'è il midollo   :
la "Creazione!" e questo ammiro   :   le nostre lotte,
quando non è una fiaba chiusa   :

poiché, vertiginosa / prima di tacere
per sempre, la morte,
inoltrerà l'infanzia.

Swan

foglidiparole alle ore 01:01
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giovedì, 14 giugno 2007

- Come diventa un vivere -

Se non si vede /
come mi guarda la vita quando scappo
da ogni amicizia in cui mi specchio   :   e poco mi rilasso
nel sentimento che dimostro [o: parlo di me e: parlo, parlo].

Occhio che scruta / e non è la trinità, ma solo timidezza,
o quel polline di insicurezza che non matura.

Eppure / me ne sto
fra questo lenzuolo stretto
ai fianchi del disagio   :

e ascolto il cardio quando stona / convinta
che questo chiudermi rimedi il titolo
di una anoressia sociale / che sfoci
nelle turbe dell'infanzia,
o nel DNA.

Ma sono io la preda   :   o sono il mostro
che mi viviseziona e spreme il sangue grumo
a grumo   :   considerando che scorre ad alibi.

Smontare un alibi   :   lasciarsi amare / la vocazione
del buon vivere   :    una pupilla che non muore e giace,
ma innalza le sue farfalle, come la voce spera
e dispera in altri vivi   :   guarda!
come diventa un vivere [e tace: "io sono morta"]
e non significa, che a volte sia tutto superiore al freddo   :  

scrivi con la lingua /
se non hai più dita.

Swan

foglidiparole alle ore 21:22
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martedì, 12 giugno 2007

- Fra parentesi di fame -

Sarà morsa la mano che nasconde il pane /
i crampi vengono dal fondo   :   la fame ne è stata presa
e vedi!   :   portala alla luce / o basta la dignità che nutre
grazia [o: muore] sulla povertà?

Ossicino di bimbo sta alla vita [tuo spazio: non vizio]
dalla pancia gonfia, in una meraviglia d'occhi
a sguardo spalancato, giochi alla morte
quasi nel sonno / a un palmo   :   tenera caduta
dei tormenti e la parola tace o parla / sola.

Un bimbo lotta, con qualche forza in Dio.
Un uomo smuore, fra parentesi di fame / si astiene,
senza ricordo, dalla sua pelle.

Parla, la lingua secca   :   parla da sola.

Swan

foglidiparole alle ore 19:52
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sabato, 09 giugno 2007

- Corpicino, corpicino -

Quando non è l'amore a sostenere l'ossatura   :   si cade
in questo trascinare   :   trama essenziale di un dolore,
un lutto che ha sempre fatto strascico, un cedere
avanzi di lingua / di questo peso la parola.

io / che mi do per morta [o: fossa] quando la vita scava
per riesumare il corpo e luce "è"
la prima cosa che si vede   :   sbianca la retina,
restringe la pupilla fuori dalla malattia.

Corpicino, corpicino
che conti i capelli dei diavoli,
raschia il male da tutte le ossa   :   o sarai santa,
interrata come un giglio macchiato / di carne.

Swan

foglidiparole alle ore 08:50
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sabato, 02 giugno 2007

- Ondata e rigetto -

Sonno innocente non si cura / spalanca [interrati
siamo ansia che dorme]
  fra i sogni si muove lo spettro   :  
la vampa / e a visioni è gettato il buon pasto.      Morte stringe
la corda apparente   :   il risveglio calca un urto / controluce,
come un sasso tirato con forza sul cuore   :   non è mitrale
melodica / è schiocco, è pietra focaia  allo sterno / e la voce
non basta mai.     Urlo   :   ondata e rigetto.
 
.      .      .      .      .      .      .      .      .      .      .      .      .     

[Poi, un coagulo è tregua   :   la fede non cade, astro si radica,
non cede alla scoria]
     La gola è in piena di luce / mani
che venano sangue alla pace.     Si schiara un sorriso,
l'amore non spacca     :     denuda.

Swan

foglidiparole alle ore 16:04
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lunedì, 28 maggio 2007

Le vene che si colmano   :   l'attrattiva amorosa / l'intimità del grido
il cui sangue è sull’altare;     [o: vero] non il morso
o il sorso lungo, ma una lingua breve / devota,
che si quieta in una gola   :   il senso solo
fra l'apice e l'abisso, che ingoia tutto il bene   :   il pane,
il vino,  [il grazie dovuto, in grazia ricevuto]     L'amore /
l’intuizione infallibile   :   è possibile volere veramente bene.

.      .      .      .      .      .      .      .      .      .      .      .      .      .

    Nutrimi, ti prego
e mangiami a tua volta, avido, [affamato] fra i mortali,
come fossi io quel pane [tuo] sul quale è inciso il carme sacro,
di stigma / lieto   :   per somiglianza
             a un volo delicato di farfalla.

Swan

foglidiparole alle ore 18:26
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sabato, 19 maggio 2007

- Soffia soffia -

Prende sempre di notte questo senso di chiuso -
lesi ai muri si striscia / la notte   :   tutto il sole disperso
scende in pasto alle ombre / a bocche piene di tarli,
di grandi orchi e neonati, a feti raschiati, al rifiuto    :
                                                              è un rumore assordante 
                                                              è l'orrore, l'errore! -


Confesso il mio male, spesso / mentre chiamo il mattino.     Ti chiamo
Radice di Jesse.     Oppure una voce di santo, nel giorno,
dal pane, dal vino / dal fondo.
     Lucignolo e lume
dei miei molti specchi / che non sia il mio vuoto
a parlarmi.     Mi lasciai divorare
                  e mi trovai nel buio.
    

(Ma anche lì /
anche lì io ti amai).


.      .      .      .      .      .      .      .      .      .      .      .      .      .      .

      Soffia soffia sulla brace   :  
che diventi un fuoco comune.     Fiamme su fiamme
vengono elevate   :   si giura che non cesserà il calore,
si giura per la fraternità.


Luce   :   sfarfallio sul polline dell'ora /

nessuno mi trattenga   :   che io ne beva
                                           e ne viva.



Swan

foglidiparole alle ore 19:01
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lunedì, 14 maggio 2007

- Questo altro luogo -

Uscire dalla terra è la mia meta / o metà   :   come luna,
che a poco a poco si fa piena, come il senso stesso
della vita / avuta, con una buona memoria,
in un batter d'occhio / d'amore.     In un batter di fede   :

ci si concede questo altro luogo, così vicino
al cielo, o lontano, dipende (...)

Siamo in un corpo di errori   :   ci siamo contraddetti
in un pensiero gentile, nel dare di noi solo il fiore, nel fare
e disfare / e dire.     Non riesco a capirti, mio Dio,
non riesco a capire cosa pensi di me / e se oggi
non vengo da te è perché sono pigra,
ma ti amo   :   e sono spesso colpita
                         da questa evidenza.

                         Se vivo di me, è minore /
                         mi ripeto nello stesso errore   :  

                         non so stare.


Swan

foglidiparole alle ore 09:31
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sabato, 12 maggio 2007

- Frammento di un ricordo amoroso -

Era deposto in un tarlo di grembo, l'amore, in quel lasso /
fra l'embrione e la fossa.      Come un fulmine che saetta
di scossa in scossa   :   s'addossa questo fare a un omicidio / e si rivela, ora,
quanto pianto porta il sangue al cuore   :   a grumi / che tutta la tua vita smuore
a sforbiciate   :   sforza un passato che non vuoi per te.

Ma c'è, è lì che ti divora / rigetta qualcosa di tuo   :  
odore inconfondibile
e chiede la vita / seme, radice inevitabile,
                         stigma di giunco   :   raschiato sul nascere.

Chiedo la grazia   :   il perdono!     Ho perso di me.

Swan

foglidiparole alle ore 16:07
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domenica, 06 maggio 2007

- Di vita -

Riaffiorare / per rigettare il corpo nella vita    :
ci sono albe rampicanti, più potenti   :   ieri, di me,
di ogni lunga e radicata malattia.     Dormire   :   rendi a me
tutto il sonno / rendimi la pace, il giusto punto di luce,
con pochi corvi sul cuscino.     Scacciando la paura,

dire che voglio il bene   :   dire grazie,     il pegno
cancella il segno nero / l'ombra   :   le lingue troppo lunghe
                                                della notte.

Nel regno, mio, di lotta, non spiarmi la caduta,
che sono sempre io /
ad abbracciarmi   :   a massacrarmi.


Swan

foglidiparole alle ore 14:28
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sabato, 05 maggio 2007

- Chiaroscuri -

Sola   :   si guardò nell'amore che mancava
per sé stessa / persa dentro il volo d’una tortora,
posto in una stanza   :   ala sbattuta contro
un vetro semichiuso e lì, c'è il terrore
di essere viva.         Questa   :   riconosco
                                            
di essere lei.


Swan

foglidiparole alle ore 17:08
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venerdì, 04 maggio 2007

- Ci si confessa -

Si eterna ancora quell’attimo vicino

di unione in noi   :   ci si confessa, con una vita

tagliata male sullo sfondo. Un bene dove

riposa il sangue / dove l'incontro si perpetua
senza stanchezze.


Quante vite ci attendono   :   nove, come i gatti -
o tante quante ne fuggiamo / e tutte così brevi,
incrinate e ansanti -
       oppure   una
       interminabile.

Swan

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- Mistico -

Respirando da vicino, dentro, non si soffoca. Vivendo
negli occhi il sole / dissipando nebbie e barlumi   :   sapendo
il sapore / la nostalgia!      Sentirsi neve di pioppo
al vento   :   una malizia che presto si cede.

Benedetta la mia vergogna   :   di ogni creato fra i molti fui una
e unico fuoco di un solo fuscello   :   in un tempio di luce la morte del buio
segue sempre il pudore / la purezza, l'incontro, nella retina chiara.

Vorrei essere un buon pezzo di pane   :   semplice, sminuzzato
dalle dita sante, in sacrificio al dio della pace   :   fare mia
quella voce di un padre che nenia il tempo mortale del figlio,
che stilla passione al costato (si contavano tutte le ossa /
                                             come rami di gelso scorticato)

dove l'ora santa s'incunea / come un raggio che incide
il profilo di  un'ombra.     E la morte è fanciulla
                                   di una buona speranza.


Swan

foglidiparole alle ore 10:44
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domenica, 29 aprile 2007

- Ero nata -

Smania la voce   :    una fioca di luce non tronca il respiro/
ferite di taglio le pieghe di vita / e si annaspa in un dito di buio,
di tempo insipiente,
recesso, concesso in sequenze di ore / e non è
di minuti il trapasso, sommesso
       tra le spoglie / il travaglio
       di un pianto puramente infantile. 
 
       (Ero nata   :   di acqua /
        di fuoco.        
        Ricordo).


Swan

foglidiparole alle ore 12:16
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martedì, 17 aprile 2007

- Poi resta questo salire -

Si solleva l'idea di sorridere, qui, intorno agli occhi
questa sera   :   si dirà che gli occhi mi sono cari
                                             come quelli   dentro
                                             a chi è morto -
tutto questo ora /
e tante volte prima di quello che si crede l'ultimo saluto.

Saluto con un bacio, di solito, la bocca /
ma senza far finta di giocare ai fantasmi. Una qualche isola
in fondo agli occhi la si trova sempre   :   lì, ci si incontra
in un luogo notturno, ma bianco come la neve   :   oh, annegarci
                                                                    in tutta quella pace

dove la voce torna amica   :   di quanto ancora è vicina /
dove ritrovo una madre che mi stringe la pena   :   tutta,
            contro la vena che gruma
            mi guida le caviglie / ed io che affioro
            verso il dio della bontà.

Poi resta questo salire, nella tarda lava della sera   :   sembra muoversi
                                              in lontananza, nella luce bianchissima
                                              non già morta ma vivente / evanescente
nella regione della quiete, senza pensare ad altro
che all'amore, ripetendone il nome
               in tutte le sue sillabe.

.      .      .      .      .      .      .      .      .
      .      .      .      .      .      .      .

Vita, tu sei l’unica bocca
di cui non so essere lingua. Vita dell’insaziabilità,
non divorarmi ancora.


Swan

foglidiparole alle ore 22:20
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venerdì, 13 aprile 2007

- Il profilo delle cose -

Torna da te chi scambiò con il sonno la morte -
la luce qui è un taglio / una lama s i l e n z i o s a
che si gira e rigira nella retina    :    lì
s'aggrappa l'orizzonte, lì la sagoma del giorno
e la sorpresa di rubare tempo all'ora     :    che si tende
al polso euritmico la pace.      Tende, rovista nella brace,
                           rende / e attende il battito
di un corpo unico che nasce come allodola: nel nido
posto nel grano in erba, nella penombra umida del solco.

La vita è umile    :    un sassolino
                            che il bambino porge alla madre.

A volte solo un lutto, senza travaglio   :   qualcosa
                                                        come un non-luogo.
.      .      .      .      .      .      .      .      .      .      .
     .      .

E poi farà di nuovo notte / torna sempre
la notte   :   nel sonno, nei suoi sacrari, ancora
                                     sarà la piccola morte
              a sperperare il proprio ingegno.

Swan

foglidiparole alle ore 17:36
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mercoledì, 11 aprile 2007

- Il vuoto e la parola -

Sentii dire che c’era nell’aria un sasso -        e un  vuoto
intorno al sasso.           Sentii una parola
                                   che dispone il vuoto
                                   intorno al sasso.
 
Sentii la parola fatua allungarsi nel vuoto  :   era la  mia  -
vidi il braccio lanciare il sasso sulla parola,
vidi le sue pesanti rotondità
                           protendersi
                           nel vuoto.

      (Nel vuoto:
si sta come il mio gatto a sera, dentro
la sua piccola fossa).

     E io   :   giaccio / gioco
     e attizzo tizzoni ai piedi 
     di tutta un'illusione -
smuovo la brace, soffio un incendio intorno
al sasso / al vuoto
.          Ma la fine
si ribella alla mia cronaca   :    il sasso
                                             precipita,
                                             come precipita   il vuoto
                                             della parola.

Swan

foglidiparole alle ore 20:06
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- La Passione -

Tu, la Passione: solo -
e non so quale croce
ancora potrai reggere: è nostra
la croce, se non appesi e tu
la levi, alla vetta, nel tuo nome
d'amore.

Spogliare le tue spine, abbassando
il capo: congedo all'ora nona,
spiri
condanna,
il costato trabocca
per vie di sangue e acqua.

Intimità, tu, mio maestro: tienimi
e perdimi le piaghe - salvami
togliendomi la collana dei morti -

(salvaci: anche dove le fiamme).


Tu, promessa presente, io un nulla infantile:
il neonato è donato al suo respiro e vive
in te. E vive, dopo, presa coscienza: in atto
di resa (come donare:
- mi rendo a te)

Non brucia il pianto a parole
:
è rotto in tante gole unite, oggi di te,

in una.

Cado quando tu: il silenzio. - Contusa,
sotto croci e croci -
(tutte le voci. Le Croci, o una sola.
Una).

Santa,
di pace.

Mi alzo quando tu vuoi avermi
pur viva, come il buon pasto:
pezzo
di pane semplice che sfami.
Che sfama. (Già ora
rendo grazie).

Tu, quando io frutto
in suono dolce
la mitrale,
rendo pace: il pieno senso
di grazia: un punto aperto: qui.

Così rimango: sposa, alla tua terra,
così, rimango zolla.

Swan

foglidiparole alle ore 20:04
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